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lavoro sicuro

L’emergenza Covid-19 ci ha portato a riconsiderare la sicurezza sul lavoro come un aspetto imprescindibile: la tutela del lavoratore è il tema principale nella fase di riapertura e nelle scelte che l’azienda deve intraprendere responsabilmente.

MC è in grado di supportare la tua azienda nell’implementazione o l’aggiornamento dei protocolli anti-contagio e di tutti i processi finalizzati a tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori, oltre a garantire i più alti standard di sicurezza nel rispetto delle attuali normative.

Realizziamo piani operativi di sicurezza per eventi e manifestazioni.

Chi svolge la vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro?

Attenzione ai raggiri!

Recentemente, sono giunte diverse segnalazioni da parte di clienti allarmati a seguito della visita di sedicenti ispettori appartenenti ad un fantomatico organismo di certificazione: costoro, con fare molto invadente e risoluto, al limite della minaccia, si presentano in azienda sostenendo di dover svolgere i controlli di legge e, nel caso in cui sia loro negato l’accesso all’unità produttiva (ufficio, negozio, magazzino, officina, ecc.) sostengono conseguentemente di provvedere alla compilazione di un verbale di contravvenzione; quei datori di lavoro che non si lasciano ingannare, non riceveranno mai nessuna multa! quegli altri, che intimoriti e frastornati dall’arroganza e dalla presentazione roboante, acconsentono al presunto controllo, si trovano in realtà davanti a funzionari commerciali (e non ufficiali di polizia giudiziara o amministrativa!) che, dopo aver chiesto ed eventualmente visionato vari documenti, compilano una proposta d’ordine con prezzi esorbitanti: proposta che cercano di far accettare e firmare immediatamente al malcapitato, sostenendo che così facendo non dovranno più verbalizzare le carenze riscontrate in modo da evitare al datore di lavoro le sanzioni previste.

Chi è effettivamente titolato a svolgere i controlli?

Per evitare inconvenienti simili, che, se effettivamente si svolgono così, potrebbero essere configurati come truffe, è bene sapere quali effettivamente siano gli organi preposti a svolgere la vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come previsto all’art. 13 D.Lgs. 81/08. Gli enti della Pubblica Amministrazione coinvolti sono:
Azienda Sanitaria Locale – ASL (strutture variamente denominate come: Spsal, Spisal, Spresal, ecc.) senza limitazioni di settore e di competenza
Direzioni territoriali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per:

  • attività nel settore delle costruzioni edili o di genio civile (cantieri)
  • lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei
  • ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati individuate dalla Commissione Consultiva Permanente

Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, per quanto di specifica competenza (norme antincendio)
INAIL (ex ISPESL), che interviene su richiesta degli organi centrali dello Stato e delle Regioni e delle Province, nell’ambito dei controlli che richiedono un’elevata competenza scientifica, accedendo nei luoghi di lavoro e svolgendo accertamenti e indagini; inoltre, occupandosi del controllo della conformità ai requisiti di sicurezza e salute di attrezzature e prodotti messi a disposizione dei lavoratori
Ministero dello sviluppo economico, per il settore minerario
Regioni, per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali
La vigilanza è esercitata nel rispetto del coordinamento tra Stato e Regioni e l’importo delle somme che l’ASL, in qualità di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa concorre per finanziare la propria attività di prevenzione nei luoghi di lavoro.
Si noti, poi, che il personale delle pubbliche amministrazioni, assegnato agli uffici che svolge attività di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attività di consulenza.

Rivalutazione delle sanzioni in materia salute e sicurezza sul lavoro

Il D.L. n. 76/2013, nel sostituire il comma 4 bis dell’art. 306 del D.Lgs. n. 81/2008, stabilisce che le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni
amministrative pecuniarie sono rivalutate ogni cinque anni con decreto del direttore generale della Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in misura pari all’indice ISTAT dei prezzi al consumo previo arrotondamento delle cifre al decimale superiore. In sede di prima applicazione la rivalutazione avviene, a decorrere dal 1° luglio 2013, nella misura del 9,6% e si applica esclusivamente alle sanzioni irrogate per le violazioni commesse successivamente alla suddetta data. L’incremento non si applica alle “somme aggiuntive” di cui all’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008 che occorre versare ai fini della revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale le quali non costituiscono propriamente una “sanzione”.